DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Sia che si esprima con modalità restrittive (come nell’anoressia nervosa) o con comportamenti di eliminazione forzata del cibo (bulimia nervosa) oppure ancora con un comportamento alimentare incontrollato (binge eating disorder), nel disturbo del comportamento alimentare psicogeno sembra che la matrice sia sempre relazionale e legata spesso a come la persona costruisce sé stessa e le relazioni significative, soprattutto quelle dell’infanzia. Con differenze peculiari tra i vari disturbi, ricorre nelle narrazioni di sé l’immagine di persona inadeguata, non amabile, tendente al perfezionismo come unico modo per dimostrare il proprio valore, la tendenza a mangiare in solitudine e a considerare il cibo come area di elaborazione attiva del proprio ruolo, oppure come fonte di dipendenza.
A prescindere dagli aspetti di rilevanza medica che non devono mai essere trascurati (l’amenorrea e il peso corporeo quando è tale da compromettere la vita della persona come nell’anoressia nervosa, o compromissioni del metabolismo come nel binge eating), la psicoterapia costruttivista segue le tracce segnate dalle narrazioni delle persone in qualsiasi direzione esse vadano, anche se lontane dal disturbo stesso e dai suoi vissuti. Il fluire dei racconti, l’approfondimento dei significati porteranno ad aprire nuove porte nella comprensione del senso che il disturbo stesso ha per quella persona, e a generare nuove ipotesi alternative.

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