Chi sono – competenze e percorso

 

Sono la Dott.ssa Monica Cecconi e sono Psicoterapeuta e insegnante abilitata di mindfulness.

Sono laureata in Psicologia Clinica e specializzata in Psicoterapia Costruttivista ad orientamento Narrativo-Ermeneutico e lavoro come Psicoterapeuta individuale e di coppia ed insegno la pratica della mindfulness a gruppi e singoli.

Il mio lavoro si basa su presupposti di rispetto e accettazione che rendono la relazione terapeutica un ambiente sicuro di continua elaborazione e revisione degli eventi e delle relazioni interpersonali che le persone vivono come problematiche.

 

Dopo essermi laureata in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Firenze, ho frequentato la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Costruttivista ad indirizzo Narrativo-Ermeneutico presso il CESIPc di Firenze, conseguendo la specializzazione con il massimo dei voti e lode.

Ho approfondito la mia formazione in psicologia clinica presso una casa di cura psichiatrica privata, dove ho avuto modo di venire in contatto con persone sofferenti di svariati disturbi (prevalentemente disturbi di personalità, anoressia e bulimia, depressione, disturbi di spettro bipolare, disturbi d’ansia, dipendenze patologiche). In questa sede ho avuto il privilegio di conoscere una molteplicità di realtà dolorose, e ho potuto fare una concreta esperienza dell’aiuto che una psicoterapia costruttivista può dare.

In seguito mi sono sperimentata nel mondo delle organizzazioni e ho collaborato con svariate aziende farmaceutiche nel settore della comunicazione aziendale rivolta sia alla relazione con i medici che al rapporto medico-paziente.

 

Negli ultimi otto anni mi sono interessata alla pratica della mindfulness (meditazione di consapevolezza) nella sua forma laica ed essenziale, presso la Mindfulness Association-UK e il centro Motus Mundi di Padova, referente italiano del Centre for Mindfulness creato da Jon Kabat-Zinn presso l’Università del Massachusetts (USA).

Con la Mindfulness Association-UK ho ottenuto l’abilitazione all’insegnamento della mindfulness in Italia e nel Regno Unito, e con il Centre for Mindfulness sono in formazione continua per l’insegnamento dei programmi MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction Program) secondo le linee guida dettate da Jon Kabat-Zinn, e iEAT (Mindful Eating).

 

Ho anche ottenuto il riconoscimento dei titoli di studio nel Regno Unito, dove sono registrata come Psicoterapeuta presso la PCPA-UK (Personal Construct Psychology Association-United Kingdom) e UKCP (United Kingdom Council for Psychotherapy).

Sono registrata all’Ordine degli Psicologi della Toscana (iscrizione all’Albo n.4509) e abilitata all’esercizio dell’attività di psicoterapeuta dal CESIPc secondo l’art.3 legge del 18/2/1989 e art.12 del regolamento MURST G.U. del 15/2/1999.

L’approccio in Psicoterapia: la persona al centro

 

Nel mio modo di lavorare il fulcro è rappresentato dai significati che le persone assegnano agli eventi.

Il loro peculiare modo di vedere il mondo è l’unico autentico punto di partenza di un percorso di revisione “a quattro mani” delle storie di vita che implica crescita personale e conoscenza di sé.

Nel tragitto terapeutico ogni mio intervento non può prescindere dalla comprensione del mondo della persona, per essere strategicamente orientato a favorire un cammino consapevole verso un nuovo equilibrio.

Nell’attraversare la vita ci troviamo inevitabilmente a far fronte a situazioni complesse, che rendono difficoltoso il procedere con equilibrio. 

Spesso sviluppiamo sintomi che ci segnalano la difficoltà del momento che stiamo vivendo, e nelle sfide che stiamo affrontando ci sentiamo soli: nel mio lavoro di psicoterapeuta, oltre alla rispettosa accettazione di qualsiasi visione del mondo, l’obiettivo è quello di favorire nella persona l’emergere di risorse in quei contesti di vita nei quali si sentono più fragili.

Da difficoltà nelle relazioni di coppia o familiari a situazioni stressanti in ambito lavorativo o sportivo, da eventi di perdita o vissuti come tali a problematiche di salute, da una sessualità vissuta come un ostacolo nelle relazioni a difficoltà con la propria immagine corporea: la relazione terapeutica rappresenta non solo un luogo protetto dove potersi soffermare a riflettere sulle proprie esperienze, ma una concreta possibilità di sperimentarsi in modi diversi.

Esperienze Professionali

 

Ho collaborato per molti anni con una casa di cura psichiatrica dove effettuavo supporto psicologico a pazienti psichiatrici, conducendo in quella stessa sede gruppi di psicoeducazione e gestione delle emozioni.

Al termine del contratto di collaborazione ho accettato di lavorare per un’azienda farmaceutica nel settore della comunicazione mediata dal computer (CMC Communication), implementando progetti di “vendita basata sul valore” (Value Based Selling) basati sul rapporto azienda-medici e sulla triade azienda-medico-paziente.

Grazie alla sua efficacia il progetto “Teleweb e Value Based Selling” è stato richiesto da affiliate europee ed extra-europee, in paesi nei quali ho curato personalmente la formazione degli informatori medico scientifici. La collaborazione con altre aziende mi ha portato ad ampliare gli interventi, volti soprattutto al benessere delle risorse umane, introducendo i programmi di riduzione dello stress basati sulla mindfulness.

Esercito costantemente l’attività di psicoterapeuta, e conduco gruppi di mindfulness secondo i programmi MBLC e MBLC-YA (Mindfulness Based Living Course per adulti e per adolescenti), MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) e Mindful Eating. Nei miei corsi di mindfulness mi attengo rigorosamente al modello di assessment delle competenze dell’insegnante MBI-TAC (Mindfulness-Based Intervention Teaching Assessment Criteria).

 

Attualmente ricopro il ruolo di Co-didatta alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Costruttivista ad indirizzo Narrativo-Ermeneutico, nella sede di Padova. Collaboro con l’associazione AMASIA per la pratica della mindfulness e la sua diffusione.

L’orientamento teorico:

la psicologia dei costrutti personali di George Kelly

 

Il mio modo di lavorare fa riferimento alla Psicologia dei Costrutti Personali di George Kelly (1955) ed alla sua rilettura in chiave fenomenologica ed ermeneutica di Chiari e Nuzzo (1999), che abbracciano la visione della psicoterapia come un processo di conoscenza personale, che nel rispetto delle scelte e dell’unicità della persona apra a modi alternativi di muoversi nel mondo, meno dolorosi e più adattivi.

Il disturbo della persona non rappresenta una forma di disadattamento dalla normalità che è necessario “correggere”, ma è il modo più funzionale che la persona ha, in quel momento, per mantenere un adattamento nel suo mondo relazionale: l’apertura di nuovi orizzonti nelle relazioni personali, dove l’esperienza della persona si è “bloccata”, consentirà, come affermato da Chiari e Nuzzo, non tanto la “risoluzione ma la dissoluzione del problema, che ha sempre le sue origini nella relazione con gli altri.”

 

Il rigore stesso della teoria è annunciato dal senso di rispetto e accettazione dell’altro che il terapeuta deve incarnare per definirsi di orientamento costruttivista narrativo-ermeneutico, ovvero che adotta una visione della conoscenza come interpretazione. Perché proprio dalle molteplici interpretazioni delle narrazioni, elaborate nel corso della terapia, sarà possibile che chi narra la propria sofferenza intraprenda un modo altro, più adattivo, di vedere il suo mondo.

La psicoterapia costruttivista narrativo-ermeneutica è un processo creativo e inventivo, che tuttavia rispetta il rigore di una teoria che, piuttosto che focalizzarsi sul passato, traccia le strade per il futuro attraverso le costruzioni e le narrazioni delle persone, uniche e legittime. La persona è considerata alla stregua di uno scienziato, che formula teorie e ipotesi, cercando poi di verificarle tramite azioni, con l’obiettivo di capire il mondo e di anticipare i movimenti e le azioni delle persone che ne fanno parte.

 

“Come per lo scienziato, anche per l’uomo comune vale la possibilità di sostituire una teoria ad un’altra, poiché una teoria è solo un modello per pensare a certi accadimenti, un modo di interpretare le cose e le persone che ci stanno intorno.

E se riconosciamo il fatto che la realtà con cui abbiamo a che fare è tale perché noi l’abbiamo interpretata così, comprendiamo che è l’uomo a creare i propri modi di vedere il mondo in cui vive, e non il mondo a crearli per lui.” 

 G.A.Kelly 1955

 

Non mi sento a mio agio nelle psicologie che cercano di correggere comportamenti ritenuti disadattivi: questa visione assegna al terapeuta il ruolo di “esperto”, nel quale non mi riconosco.

Il mio impegno non andrà mai nella direzione di dire al cliente come è meglio essere e agire rispetto ad una “realtà data”: i comportamenti rispecchiano la scelta migliore per la persona in quel momento della sua vita.

Insieme cercheremo di capire che cosa, di quel ruolo, non ha funzionato, e tramite ipotesi, e domande che generano altre domande, incoraggiati dalla cooperazione e co-sperimentazione della stanza della terapia, ci apriremo a nuovi significati e rappresentazioni degli eventi, scopriremo altri modi per la persona di stare in relazione con sé stessa e con gli altri. Perché se è vero che tutte le costruzioni sono legittime, è anche vero che nessuna è l’unica possibile. (G.A.Kelly 1955)

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